Composizione di un sistema a Rack

A partire dagli anni '80, una buona cerchia di chitarristi ha cominciato ad utilizzare sistemi di amplificazione sempre più complessi. Non accontentandosi solo di pedali e pedalini, si incominciava ad utilizzare anche dal vivo quei tipici effetti da studio di registrazione, in quanto più versatili e più fedeli rispetto alle scatolette da pavimento. Questi effetti non potevano essere trasportati uno per uno, vuoi perché si correva il rischio di rovinarli (sono abbastanza delicati), vuoi perché a chi ne usava due, tre o più, occorreva molto tempo a piazzarli e a collegarli. Si è quindi optato per inserirli in appositi contenitori, chiamati ''flight case'', in modo da tenerli protetti da urti accidentali e averli già cablati (collegati) all'interno. Si forma in questo modo il cosiddetto sistema rack (di solito si usa solo il secondo termine), che è costituito dal case e dalle varie unità (unità rack appunto). I modelli di case sono identificabili per la loro capacità, che può andare da un'unità contenuta (case da 1 unità), fino a case particolarmente grossi (20 o più unità contenute). Le unità sono avvitate su un apposita griglia e vi si accede aprendo il pannello anteriore, mentre aprendo quello posteriore si accede allo spazio generalmente dedicato ai collegamenti.
Cosa si può mettere in un rack? Ovviamente gli effetti, ma non solo. Per chi usa l'amplificazione tipo combo o testata e cassa, nel case inserisce solo l'effettistica. Chi, invece, usa anche pre e finale a rack, deve avere cablati anche questi: il finale sarebbe preferibile tenerlo in un rack separato, in quanto potrebbe dare rumori e ronzii non piacevoli, ma anche per il suo peso, specialmente se è a valvole. Chi lavora spesso dal vivo, magari in turnée, cambiando sempre il luogo del concerto, ha un elevato rischio di urto o cadute del (o dei) case. Proprio per questo motivo si può optare per dei modelli di case antiurto, i quali hanno all'interno uno strato di circa cinque centimetri di schiuma espansa (simile al polistirolo), in grado di assorbire sia gli urti che le vibrazioni. Le unità vengono avvitate ad un blocco interno che può essere sospeso tramite gommini elastici o un sistema di molle. E' sempre raccomandabile una buona ventilazione, in quanto alcune apparecchiature sviluppano una quantità abbastanza elevata di calore, in particolare preamplificatori e finali. Un buon sistema di aerazione può essere ottenuto inserendo dei ventolini (come quelli dei computer, che non danno problemi di ronzii), e lasciando degli spazi vuoti, se è possibile, tra le unità normali e quelle che hanno problemi di riscaldamento, anche se queste solitamente sono dotate di ventole di raffreddamento proprie.
Per quanto riguarda i collegamenti, bisogna tenere possibilmente separati i cavi elettrici, Midi e audio. Ad esempio i cavi di alimentazione possono essere raggruppati e posizionati lungo un lato interno del case, i cavi che portano il segnale audio sul lato opposto e i cavi Midi in posizione centrale. Per raggrupparli si possono utilizzare le fascette stringicavi in plastica (quelle usate degli elettricisti), che sono autobloccanti ed evitano di far cadere i cavi al di fuori del case. Anche tenere contrassegnati i vari cavi è utile per evitare di perdere tempo a cercarli quando occorre: si può utilizzare delle fascette adesive o sistemi analoghi. I cavi audio dovrebbero essere della migliore qualità in quanto è inutile spendere milioni per un buon sistema a rack e poi utilizzare cavi da cinquemilalire: è come avere una Ferrari e montargli le ruote di una Cinquecento (avete ragione: è il solito paragone, ma rende assolutamente l'idea). Un cavo di modesta fattura può far perdere determinate frequenze al segnale audio, rovinandone il suono.
Infine vediamo i sistemi di protezione per la corrente. Dando per scontato che la presa di corrente dal quale si riceve l'alimentazione sia realizzata correttamente, rimane conveniente utilizzare un sistema di protezione e filtraggio della corrente di rete (viene chiamato power conditioners), che ha lo scopo di garantire alle apparecchiature poste nel case un regolare afflusso della corrente stabilizzata sui 220 volt, anche se si verificano sbalzi nella tensione di rete. Alcuni di questi sono anche in grado di filtrare eventuali rumori dati da segnali ad alta e bassa frequenza che possono trovarsi sulla rete. Date molta importanza alla corrente elettrica: molte apparecchiature sono sensibili agli sbalzi di tensione,e vi auguro di non avere mai questi problemi.
Tutti i setup che andremo a vedere devono servire come spunto per costruirne uno personalizzato: l'importante non è copiare alla lettera uno schema, ma trarne dei consigli utili nello sfruttare al massimo le varie apparecchiature.



Esempi di setup a Rack.
Dando per scontato il sistema base, che vede l'abbinamento di preamplificatore, effettistica e finale di potenza, per altro già analizzato a pag. 80, vediamo il nostro primo setup. Questo adotta due preamplificatori e quindi la possibilità di usarne uno o l'altro a scelta, in modo da avere due tipi di preamplificazione diversa, che viene scelta attraverso l'utilizzo di una Patch-Bay programmabile. Questa ha lo scopo di indirizzare uno o più segnali all'uscita dell'apparecchiatura stessa, i quali erano stati prelevati alle varie entrate e scelti di volta in volta in base alla programmazione della macchina stessa. Un funzionamento tipico di un apparecchiatura di questo genere è analizzato in fig.1

Setup a rack

I due pre mandano il loro segnali alle due entrate (in 1 e in 2) e, a seconda della programmazione (che generalmente può essere fatta via Midi), vengono scelti e indirizzati all'uscita out, che manderà il segnale all'effettistica. I due send-return servono ad inserire un compressore ed un equalizzatore (o un exciter, un apparecchiatura tipica da sala di registrazione che controlla l'enfatizzazione di alcune frequenze preimpostate), e l'inserimento o meno è anche questo programmabile. Può anche essere dotata di uscite switch per il controllo di apparecchiature esterne.
Nella pagina seguente vedremo come elaborare questo sistema.


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