In questa sezione analizzeremo tutto quello che concerne la costruzione di un proprio setup personale. Il termine setup indica l'accoppiamento tra chitarra, effetti e amplificazione, con particolare riguardo all'effettistica. Prima di tutto, però, diamo un rapido sguardo al midi termine che indica il sistema di comunicazione usato per comunicare tra le varie apparecchiature digitali.

MIDI

Analizziamo la terminologia della sigla MIDI, vista più volte precedentemente. Il MIDI è un acronimo di Musical Instrument Digital Interface (interfaccia digitale per strumenti musicali). Questo è un sistema di comunicazione creato con lo scopo di permettere lo scambio di dati e comandi tra i vari sintetizzatori, ed è standardizzato a quasi tutte le case costruttrici di strumenti musicali, in quanto dà la possibilità ad una apparecchiatura di tale marca di scambiare informazioni con un altra apparecchiatura diversa (non solo in marca ma magari anche come caratteristiche di lavoro). Anche per le unità multieffetti tipiche del chitarrista il MIDI permette quindi la possibilità di crearsi un setup con apparecchiature diverse fra loro, e questo è fondamentale per la costruzione di un proprio suono personale. Lo scambio di informazioni avviene tramite apposite uscite ed entrate (Midi in - Midi out -Midi thru) presenti su tutte le apparecchiature che permettono lo scambio dei dati, e vengono collegate tra loro da appositi cavi (cavo Midi). Una buona precauzione è quella di non collegare più di quattro o cinque unità, pena la possibile perdita di sicurezza nello scambio dei dati, anche se è possibile aumentare il numero dei collegamenti se in questi passano solo informazioni di program change (cambio di programma) come vedremo dopo. Analizziamo i connettori (chiamati anche prese o porte) Midi.

  • Midi in. In questo connettore devono essere inviati i dati che interessano all'apparecchiatura, come possono essere i program change o specifici controlli per dei programmi interni, provenienti da altre apparecchiature e/o anche da una pedaliera di controllo Midi.
  • Midi out. Escono da questa porta i messaggi dell'apparecchiatura da inviare ad altre unità Midi.
  • Midi thru. Tramite questo connettore viene inviata all'esterno una copia esatta del segnale Midi immesso nell'apparecchiatura attraverso il Midi in. I collegamenti di solito sono questi: alla porta Midi in viene inviato il segnale Midi, mentre all'uscita Midi thru si collegano le altre apparecchiature. In molti casi le porte Midi out e Midi thru sono complementari, fanno cioè parte di una singola presa (Midi out-thru).
Ad ogni apparecchiatura può essere impostato un canale di ricezione Midi, definito come Midi channel. Nel caso si usino più apparecchiature collegate alla stessa linea Midi e si vuole comunicare ad ogni unità una serie propria di messaggi, questo si ottiene impostando appunto un Midi channel ognuna. Vediamo il grafico sottostante.

Unità A B C D E F
Midi Channel 1 2 3 4 5 6

Come si può vedere nello schema sopra, ad ogni unità ho assegnato un canale Midi. Facciamo un esempio: l'unità A comunica un dato specifico per C sul canale 3 mentre ne comunica un altro per B sul canale 2. Così facendo non rischiamo di mandare informazioni sbagliate (o inutili) alle varie apparecchiature che sono collegate. L'utilità di questo sistema è enorme in quanto permette chiaramente una comoda gestione di un complesso sistema a rack.

Setup Base

Si può identificare come setup base l'accoppiata chitarra - amplificatore. E bisogna dire che in molti casi questa è sufficiente a creare un buon suono, sicuramente non versatile, ma semplicemente adatto a questo o a quel genere musicale, a seconda del tipo di filosifia costruttiva della chitarra e dell'ampli stesso. Un sistema comune negli anni 50'-60', anche perchè in quei tempi l'elettronica non era sviluppata a tal punto da permettere lìuso dei comuni effetti che oggi conosciamo. Un sistema in alcuni casi utilizzato anche oggi che siamo nel duemila, grazie ad un ritorno di moda di sonorità tipiche degli anni passati, sonorità non facilmente ottenibili anche con i moderni (e complessi) sistemi a rack, basati, questi ultimi, su di una tecnologia moderna.
Se vogliamo quindi ottenere un suono classico (ad esempio un suono tipico Rock&Roll), basta accoppiare una buona semiacustica, possibilmente a cassa bassa (tipo Gibson 335, per interderci) e un qualunque amplificatore a valvole, possibilmente riedizione vintage anni 50'-60'. Tra l'altro, oggi molte case preoduttrici hanno in catalogo modelli vintage. Se questi possiedono poi anche un buon riverbero a molla ed un buon viibrato, il gioco è fatto.
Tornando agli anni 50', i chitarristi cercarono ben presto nuove soluzioni timbriche, e questo avvenne grazie all'uso dei cosiddeti pedalini. Nella pagina successiva vedremo di analizzare i setup proprio in base a questo tipo di effettistica.


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