|
A volte può essere interessante piazzare anche due microfoni in posizioni diverse (uno davanti alla buca e l'altro su di un angolo della cassa armonica, ad esempio), calcolando che l'inclinazione, specialmente del microfono posto davanti alla buca, darà più bassi se collocato sopra
la sesta corda o più alti se collocato sotto la prima corda. Una posizione centrale sarà la più neutrale. La corretta posizione deriva anche dal tipo di chitarra che si sta usando,
in quanto ogni strumento predilige una sua particolare gamma di frequenze nello spettro sonoro e di conseguenza può essere utile provare varie angolazioni per ricavare il
migliore suono dallo strumento. Un ultima raccomandazione: la distanza del
microfono è molto importante in quanto potrebbe influire sul rientro dei suoni di altri
strumenti.
Se il microfono rimane lontano, per avere il giusto volume bisogna alzare il relativo controllo, e in questo caso si alzeranno anche altri eventuali suoni captati dal microfono stesso. Di contro, il microfono troppo vicino potrebbe non raccogliere la dinamica completa dello strumento. Provate quindi diverse posizioni e valutatene le migliori, sia come pulizia che come resa sonora creando un buon compromesso.
Per ultimo, si può dire che molti problemi si riscontrano solo dal vivo, in quanto in sala di registrazione esistono vari fattori ambientali (suonare ad esempio in una stanza isolata da altri strumenti) che daranno una migliore pulizia e qualità sonora nella microfonatura.
Uso dei Pick-ups magnetici
E' possibile installare sulla chitarra acustica un pick-up magnetico del tipo di quelli usati per le chitarre elettriche. Questo pick up risponde alla vibrazione della corda, ma viene influito in misura minima dalla cassa armonica e perciò è poco utilizzato, in quanto il suono risultante sarà una via di mezzo tra il suono naturale dello strumento e il suono elettrico del pick up. Con questo sistema si perderanno molte delle qualità timbriche della chitarra acustica. Consigliato solo nel caso si voglia spendere pochissimo senza intervenire con lavori di liuteria sul corpo dello strumento.
Trasduttori piezoelettrici
Attualmente, il sistema migliore per amplificare una chitarra acustica senza l'ausilio del microfono è il trasduttore piezoelettrico. Esistono vari modelli e varie possibilità di applicazione per questo tipo di pick-up. Il più classico consiste in un piccolo blocco di materiale cristallino o ceramico incapsulato in un involucro di metallo o di plastica, sulla cui superficie sono saldati due fili di uscita. Questo dispositivo viene attaccato alla tavola dello strumento e funziona sul principio dell'effetto piezoelettrico. Viene eccitato dalle vibrazioni che si propagano attraverso il legno della tavola della chitarra quando le corde sono in vibrazione, in pratica quando si suona. Queste eccitazioni permettono una fuga di elettroni al lato del trasduttore adiacente alla tavola, rendendo negative tutte le cariche di tale lato, quando la tavola vibrante si muove verso l'esterno. Quando quest'ultima si muove verso l'interno, gli elettroni migrano verso la superficie opposta, invertendo la polarità. Queste variazioni verranno trasmesse sotto forma di corrente alternata attraverso i due cavi d'uscita. In alcuni casi il segnale potrà essere così debole da rendere obbligatorio l'uso di un preamplificatore per potenziare il segnale stesso.
Un pre per piezolettrico è ben diverso da un normale preampli per elettrica, in quanto è un piccolo circuito, che a volte adotta un equalizzatore, e può essere anche inserito all'interno dello strumento. Questo sistema riproduce il timbro acustico dello strumento con grande fedeltà. Il trasduttore può essere fissato alla superficie dello strumento con materiale adesivo o con delle viti, incorporato sotto il ponte (punto di massima vibrazione della tavola), come il sistema "hot dot" della Barcus Berry, oppure nel modo attualmente più in voga, cioè direttamente sotto l'osso del ponte, caratteristico delle Ovation, delle Takamine, delle Yamaha, delle Godin e di molte altre marche.
Il feedback: come prevenirlo
Molti chitarristi acustici prediligono amplificare il proprio strumento sia attraverso l'uso dei trasduttori piezoelettrici, sia con l'uso dei microfoni, miscelando attraverso il mixer i vari suoni e ottenendo probabilmente le migliori sonorità in assoluto.
In ogni caso un problema da tenere sempre sotto controllo è il feedback. Questo effetto, tanto caro a molti chitarristi elettrici, è l'incubo in persona per quelli acustici. Per ovviare a ciò, bisogna tenere innanzitutto lo strumento lontano dalle proprie casse e comunque mai di fronte alle stesse. Attenzione poi alle regolazioni di equalizzazione, in quanto il "fischio" tende a svilupparsi su determinate frequenze (specialmente gli acuti), mentre la tipica risonanza predilige le frequenze basse. Occorre poi verificare i tagli di frequenza nei riverberi, in quanto potrebbero creare delle risonanze molto fastidiose.
Come al solito, è consigliabile provare sempre la posizione dei microfoni durante il soundcheck, in modo da non avere sorprese all'ultimo momento durante l'esecuzione.
L'amplificazione.
Sul mercato abbiamo oggi dei modelli di amplificatori costruiti per l'impiego con chitarre acustiche. La loro circuitazione è adattata alle specifiche frequenze dei pick up piezoelettrici, siano questi preamplificati o no e in molti casi sono anche dotati di effetti interni, quali chorus e riverbero, e di mandate effetti, per collegare unità esterne di modulazione, delay e riverbero. La qualità del suono varia da un amplificatore all'altro, ma i più pignoli preferiscono senza ombra di dubbio la microfonatura o il collegamento in diretta al banco di mixaggio, sentendo quindi il proprio suono nelle spie. Per chi volesse comunque indirizzarsi sugli amplificatori ricordo i vari modelli per acustica della Trace Elliot, anche nei modelli di solo pre (sicuramente tra i migliori), la serie Acoustic della Marshall e i più recenti Compact della Audio Electric Research. Un altro modello di preampli per acustica è L'AD-5 della BOSS, con un ottimo rapporto di qualità-prezzo.
|