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Unità e Pedaliere multieffetto
Nelle pagine precedenti abbiamo visto le varie possibilità che l'odierno mercato di strumenti musicale offre per chi intende costruire un proprio setup personale. Bisogna però evidenziare che molte volte è il nostro portafoglio a decidere quali sono le apparecchiature a cui indirizzare la nostra scelta: così possiamo dire che di base un setup a pedali costa chiaramente meno che uno a rack, questo però a scapito della programmabilità, che di contro è utile un molte occasioni. Proprio per questo motivo numerose ditte hanno nei loro cataloghi apparecchiature programmabili che offrono preamplificatori, effetti e, in alcuni casi, pedaliera di controllo uniti in un unico contenitore, il tutto caratterizzato da prezzi estremamente accessibili, in relazione ai vari effetti in esse contenute e anche alla qualità stessa delle macchine.
Voglio innanzitutto precisare una cosa importante: non si valuta un musicista dalla strumentazione che usa, ma dal risultato che si crea sommando il suo talento e le caratteristiche migliori della strumentazione che sta usando, qualunque essa sia. Non è quindi obbligatorio il fatto che per fare un bel suono si debbano spendere (e spandere) milioni. Per fare un esempio: ho visto suonare Brian May (chitarrista dei Queen) utilizzando semplicemente due ampli Vox AC30 e uno (o forse due) Zoom (non posso dire esattamente il modello in quanto era un po' nascosto). Resta il fatto che era una strumentazione molto semplice. Risultato: un gran suono! Ok, era Brian May, però usava solo quella strumentazione. Ne volete altri? Jeff Beck ha suonato nella colonna sonora di ''Frankie's House'' utilizzando prevalentemente Digitech GSP21 Legend; Steve Vai ha utilizzato un Sans Amp per alcune parti di chitarra durante l'incisione dell'album Alien Love Secrets (1995); Alex Lifeson (chitarrista dei Rush) si è servito di un Digitech 2101 per alcune incisioni nel suo CD solista Victor; Jennifer Batten utilizza solitamente un Digitech 2101 e una testata Peavey 5150; per stare in Italia, Cesareo usa Zoom 9150 e 9050. E la lista continuerebbe. Quindi, se un setup soddisfa a livello personale, qualunque scelta è più che valida. E questo dovrebbe essere una regola da seguire.
Il multieffetto
Veniamo quindi ad analizzare un multieffetto, facendone un analisi standardizzata. Questo può essere diviso in tre tipi:
- Preamplificatore multieffetto
- Multieffetto
- Pedaliera multieffetto.
Nel primo caso, cioè il Preamplificatore multieffetto, abbiamo la possibilità di avere due sezioni importanti nel circuito, e cioè il preamplificatore e l'effettistica. Per quanto riguarda il pre, possiamo dire che questo di solito è dotato di controlli simili ad un normale pre. Bisogna accertarsi, più che altro, se offre una circuitazione valvolare o a transistor e, nel secondo caso, se offre una simulazione valvolare. L'effettistica lavora ovviamente sugli effetti, da quelli che agiscono sulla pasta del suono (compressori, equalizzatori ecc.), a quelli che ne lavorano l'ambiente (chorus, delay, riverbero ecc.). Da qualche anno, inoltre, quasi tutti i modelli offrono la funzione di Speaker Emulator. Nel caso vogliate indirizzarvi verso una di queste apparecchiature, date un occhio anche alla possibilità di creare la vostra sequenza di effetti internamente al processore: questo sistema è molto utile nella ricerca del suono, in quanto permette di variare la configurazione degli effetti sulla linea di percorso del segnale. In pratica, è come autocostruire un sistema rack in una o due unità, dove decidete voi stessi la collocazione dei vari effetti.
Togliamo il preamplificatore e otteniamo il multieffetto: in pratica la differenza tra i primi due tipi di multieffetto può essere il fatto che il primo contiene un pre, il secondo no. Chiaramente un unità multieffetti deve essere affiancata da un preampli.
La pedaliera multieffetto contiene , come dice il nome, un multieffetto e, in molti casi, un preampli. La comodità è nel fatto che i controlli in tempo reale sono inseriti già nell'unità che quindi è già pronta all'uso senza bisogno di particolari collegamenti, tranne, ovviamente, per l'alimentazione elettrica.
Tornando ai multieffetto, si può dire che in linea di massima offrono un rapporto qualità-prezzo interessante, anche se chiaramente possiamo avere le eccezioni. Alcuni modelli, come l' Eventide, hanno prezzi per alcuni proibitivi, ma si tratta in questi casi di apparecchiature veramente eccezionali.
Pedaliere di controllo Midi
Queste apparecchiature da pavimento hanno il dovere di controllare i vari cambi di programma dei processori all'interno dei case, controllo che avviene tramite segnale Midi. La capacità e la qualità delle pedaliere di controllo varia da modello a modello. Si parte da unità base, che hanno soltanto una serie di pulsanti a piede e al limite l'impostazione del canale Midi sul quale si vuole comunicare, a modelli più evoluti e costosi, che offrono più pulsanti di controllo, ma anche varie possibilità di assegnazione dei parametri, come ad esempio gli ingressi per i pedali di espressione (con i quali si possono controllare in tempo reale impostazioni di volume, livelli di effetti ecc,).
A seconda delle impostazioni, la pedaliera viene collegata tramite l'uscita Midi out ad una delle entrate Midi in delle varie apparecchiature. A questo punto si dovrebbe assegnare un canale di trasmissione Midi, che deve combaciare con il canale di ricezione delle varie apparecchiature: leggete bene le istruzioni sui manuali delle unità per quanto riguarda questo argomento, perché a volte può capitare che non ci sia un perfetto funzionamento del sistema a causa dell'assegnazione errata dei canali Midi.
Vi sono pedaliere con caratteristiche particolari, come la Ground Controll della Digital Music Corporation che offre numerosissime opzioni di controllo, specie se abbinata al GCX Audio Switcher (della stessa casa). Si tratta di un sistema molto interessante che permette il controllo di vari parametri in diverse apparecchiature, di due o più preamplificatori nonché l'assegnazione delle linee audio e dei comandi di switch, il tutto controllato in tempo reale dalla pedaliera che, tra l'altro, è dotata di un comodo display a led sul quale si possono scrivere le varie caratteristiche dei programmi. La Rocktron propone la All Access, anche questa dotata di particolari sistemi di programmazione.
Tra le normali pedaliere Midi possiamo trovare la Boss FC-50, la serie economica della Rolls oppure la Rocktron Midi Mate.
Simulazione valvolare
La continua ricerca nel campo musicale di nuove e più perfette apparecchiature ha portato, tra le altre, alla creazione della simulazione. Nel campo musicale, la simulazione può essere ad esempio il suono di un sax ottenuto da una tastiera. In campo chitarristico ha segnato un passo fondamentale la simulazione di una valvola all'interno di un circuito a transistor, usata da case come la Fender e la Peavey già da alcuni anni, ma resa poi famosa dalla serie Valvestate della Marshall ed ora ampliata dalle serie Yamaha Tube e Peawey Trans Tube, tanto per fare degli esempi.
Nei preamplificatori analogici, la distorsione può sembrare una simulazione, ma non sempre è definibile il confine tra la ricerca di un buon suono e la simulazione vera e propria, nel senso che alcune ditte offrono apparecchi con un suono molto caldo e ricco di armoniche (come può essere un circuito valvolare) grazie ad una elevata qualità del proprio prodotto, anche se di base non è una simulazione.
Questa si può definire tale parlando dei preampli digitali: in questo caso il segnale in entrata viene convertito in digitale ed elaborato da un processore DSP (Digital Signal Processor) per poi essere riconvertito in segnale analogico (vedi cap. 2). Multieffetti come il Chameleon della Rocktron, l'Ibanez VA3 o il Viscount EFX-10 utilizzano questo tipo di processore, come del resto apparecchiature più costose,tipo l'Eventide DSP 4000.
Perché occorre simulare un suono? Si è già accennato che in alcuni casi la scelta della strumentazione dipende soprattutto dalla propria disponibilità economica. Ben vengano quindi le apparecchiature che raccolgono al loro interno svariati effetti e anche una buona simulazione valvolare, che in alcuni modelli risulta veramente eccezionale. In questo modo chiunque, se vuole, può ''simulare'' il suono del proprio chitarrista preferito e, perché no, crearsene uno personale.
Resta comunque il fatto che se ti piace il sound caratteristico di un certo amplificatore sotto le dita, oltre che nelle orecchie, è sempre meglio avere l'originale. Ma un ampli come il Marshall ha un suono diverso da un Mesa Boogie, o da un Rivera o da un Fender o da un Soldano o da un... E se ti piacciono più suoni? Se si vuole dilapidare il conto in banca li si può acquistare tutti, altrimenti esiste la simulazione, che negli ultimi anni ha trovato sbocco in nuove apparecchiature appositamente dedicate, come vedremo nella pagina seguente. A voi la triste scelta.
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