Pedali di controllo

Con questo termine si intende una serie di pedali a controllo continuo, che lavorano grazie all'intervento del piede sulla plancia superiore del pedale stesso, plancia che viene definita con il nome "pianale basculante". I pedali possono essere di vario genere, che possiamo suddividere in tre tipi:
- pedale del volume;
- pedale di espressione;
- pedale Wah Wah.


Pedale del volume

Questo non è esattamente un effetto, in quanto non modifica assolutamente il suono: l'unico scopo è di controllare il volume del segnale che passa al suo interno. Il pedale del volume è composto da un corpo in metallo (le versioni economiche sono in plastica ma, come vedremo, sono vivamente sconsigliate) che ospita un pianale basculante. Il pianale controlla, tramite un guida zigrinata, un potenziometro che regola il volume del segnale: il pianale alzato chiude il percorso al suono; man mano (dovrei dire "piede-piede") che si abbassa il pianale, il potenziometro si apre fina a lasciare passare tutto il segnale (pedale piatto). E' quindi un procedimento semplicissimo, che mostra però uno strano paradosso: un pedale-volume di ottimo livello può costare anche più del doppio di un pedalino (tipo l'overdrive),. Rimane in ogni caso un componente essenziale nella pedaliera del chitarrista, in quanto permette un notevole controllo in tempo reale della performance,, specialmente dal vivo.
I pedali del volume si distinguono in due categorie principali:

  • Pedale del volume mono. Possiede un entrata (in) ed un uscita (out). Se posizionato subito dopo la chitarra, non fa altro che sostituire il potenziometro del volume della chitarra stessa: è un sistema usatissimo e molto comodo, in quanto da' ampia libertà alla mano destra.
  • Pedale del volume stereo. Possiede due in e due out (in 1 - out 1, in 2 - out 2). Se si usa una sola entrata funziona come il mono. Collegando invece due entrate il pianale abbassato apre la 1 e chiude la 2; a pianale alzato chiude la 1 e apre la 2. Questo sistema è utile per collegare due ampli o due effetti e miscelarne o sceglierne i suoni. E' possibile trovare anche pedali con un entrata che si divide in due uscite: in questo caso il suono passa o su un uscita o sull'altra (col pianale a metà corsa su tutte due). Questo è un ottimo sistema per pilotare due ampli.

Nell'acquisto di un pedale del volume (mono o stereo che sia) verificate anche l'impedenza dello stesso, in quanto questa influisce sulla gestione del segnale di linea.
Un pedale volume a bassa impedenza è conveniente piazzarlo alla fine della pedaliera, o comunque utilizzarlo su una chitarra con i pick-ups attivi. Al contrario, un pedale volume ad alta impedenza viene posto all'inizio della pedaliera, direttamente dopo la chitarra.
Molti pedali hanno inoltre un potenziometro di controllo del volume minimo (posto esternamente al pedale) che controlla il volume iniziale della corsa del pianale. Se regolato alto, anche a pianale alzato il segnale passa comunque (nella misura da noi impostata appunto sul potenziometro). Questo sistema è utile se si vuole tenere uno stesso suono, variandone però di poco il volume (ad esempio: pianale alzato, ritmica; pianale abbassato, solo).
Oltre al potenziometro del volume, è possibile trovare un uscita per l'accordatore. Da questa uscita passa sempre il segnale e quindi, alzando il pianale, si può accordare lo strumento senza disturbare gli altri sul palco. In ogni caso, è molto comodo utilizzare questa uscita perché permette l'accordatura anche durante l'esecuzione musicale (perciò senza perdere tempo nel cercare l'accordatore, attaccare e staccare cavi ecc.).
Varie ditte producono pedali del volume di elevata qualità (Boss, Morley, Jim Dunlop ecc.). Attenzione: un pedale del volume scadente a basso prezzo può influire notevolmente sul segnale. Il difetto più classico è una leggera perdita del volume anche a pianale basso (quindi un volume più basso), oltre ad una perdita di frequenze acute.
Ricordo inoltre che è possibile trovare pedali del volume abbinati ad altri effetti, o a pedaliere di controllo.


Pedale di espressione

Questo tipo di pedale, esteticamente simile al pedale del volume, non lavora direttamente sul segnale, ma viene collegato alle apparecchiature che ne offrono l'ingresso. Programmando tali apparecchiature è possibile controllare i parametri delle stesse (valori di volume, di effetto ecc.). Lo vedremo più avanti analizzando le macchine midi.


Pedale Wah Wah

Il pedale Wha-Wha è probabilmente il pedale il cui suono è più facilmente riconoscibile (all'incirca ne sentiamo il nome stesso, che si pronuncia ua-ua), oltre ad essere, insieme al distorsore, uno dei primi pedali inventati. Anche qui, esteticamente, la struttura è simile al pedale di volume. Come funzionamento non è complicato. Un pianale controlla un potenziometro di tono, che ha lo scopo di variare la timbrica del suono prodotto dalla chitarra. Sostanzialmente, questo potenziometro si differenzia da un normale potenziometro di tono in quanto si possono variare contemporaneamente sia gli acuti che i bassi. L'inserimento dell'effetto è dato da uno switch che si preme a fine corsa del pianale, anche se in alcuni modelli recenti l'inserimento del circuito viene dato da un sensore fotoelettrico sensibile alla pressione del piede sul pianale.
L'uso di questo pedale è molto interessante sia da un punto di vista ritmico (ad esempio nel funk e nella dance) sia da un punto di vista prettamente solistico (specialmente con i suoni crunch e distorti).
Essendo in pratica un piccolo equalizzattore parametrico (in quanto mantiene costante l'intensità della nota suonata, esaltando solo una certa frequenza impostata), il pedale Wha-Wha deve essere posto davanti agli altri pedalini, o comunque prima del preampli e degli effetti, secondo solo al pedale di volume ad alta impedenza.
La tecnologia moderna offre anche degli effetti di Wha-Wha automatico. Regolando opportunamente i vari controlli (per altro simili d un parametrico) che impostano sensilità (al tocco del plettro o delle dita sulle corde), frequenza e bandwidth, si possono ottenere sonorità più complesse rispetto ad un normale Wha-Wha. Generalmente è possibile trovare anche un entrate (exp in) a cui collegare un pedale di espressione, con cui si potrà controllare in tempo reale il parametro di frequenza, avvicinandosi quindi al vero effetto Wha-Wha.



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