La capacità tecnica di un chitarrista è valutabile anche nella versatilità che questi è in grado di avere sia sotto il profilo
pratico, sia sotto quello teorico. La mano destra, che da molti a volte viene erroneamente sottovalutata, può essere fonte di studio
e di esercizio al fine di arricchire quel vocabolario tecnico che ne permette l'uso in svariate situazioni.
D'altronde, basta vedere come molti chitarristi hanno costruito un proprio stile in parte dovuto al modo in cui utilizzano la mano destra, con il plettro
(per esempio Al Di Meola, John Petrucci), con le dita (Mark Knopfler, Andrea Braido) o anche in forma ibrida plettro-dita (Albert Lee, Brett Garsed). Ho voluto solamente citare solo alcuni tra i tanti
(al di là del gusto personale, e comunque non è la sede giusta per fare sfilze di nomi) che nell'ambito elettrico - acustico sono influenti anche sotto questo aspetto.
Ma non esiste chiaramente solo lo strumento elettrico. Quindi se andiamo a vedere come viene suonata la chitarra classica e la folk, in molti casi l'uso delle
dita della mano destra è fondamentale per ottenere un certo sound, dalla musica classica, alla musica flamenco, ma anche
dalla musica sudamericana al fingerstyle più tradizionale.
Questa sezione è dedicata a tutti coloro che vogliono affrontare una moderna metodologia di utilizzo delle dita della mano destra. Ritengo doveroso dire che alcuni metodi
per cosi dire "storici", come può essere un Giuliani, un Carcassi o un Sor, non dovrebbero comunque essere trascurati.
Impostazione
ed esercizi fondamentali.
L'approccio ad una corretta posizione delle dita della mano destra è sostanzialmente più complicato rispetto
a quello tipico del plettro. Bisogna infatti dire che posizionare la mano sulle corde può creare
notevoli differenze a livello pratico a causa, anche, della conformazione stessa della mano di ogni individuo. Sarebbe opportuno
avere la possibilità di confrontare dal vivo determinate impostazioni.
Queste nozioni sono perciò da definirsi standard e le indicazioni che qui vi trovate possono subire a volte delle piccole differenze.
Questo problema potrà un domani venire risolto grazie alle lezioni on-line in videoconferenza, ma per ora è impossibile interagire
visualmente con chi non ha a disposizione questo sistema. Vi prometto quindi la massima chiarezza nei dettagli.
E' fondamentale, nell'impostazione di partenza, sapere che le dita che vengono utilizzate
dalla mano destra sono il pollice, l'indice, il medio e l'anulare. In rari casi anche il mignolo, ma
sostanzialmente le prime quattro. In questa sede analizziamo una posizione di base che, come vedrete
più avanti, subirà delle modifiche relative a delle particolari tecniche. Per ora, quindi, limitatevi
a seguire le nozioni che stiamo per analizzare seguendo anche le figure.
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Un punto critico dell'impostazione spesso è il polso, che tende a rimanere abbassato sulle corde.
Controllate sempre, almeno nei primi tempi, che il polso rimanga piegato verso la cassa, quasi
a formare un angolo a 90°. Osservando la figura 1, appoggiate il pollice nella parte superiore sesta corda, mentre l'indice, il medio
e l'anulare rispettivamente nella parte inferiore di terza, seconda e prima corda. Tenete le dita il più
possibile perpendicolari alla linea delle corde, obbligando il polso a rimanere alto sopra le corde stesse formando, appunto, una specie
di angolo retto con la mano destra.
Nella figura 2 potete osservare la posizione arcuata del polso e le dita perpendicolari alle corde.
Questa è la visuale che normalmente si ha quando si suona. Cercate di "copiare" la posizione, ricordando
sempre di tenere alto il polso. Avrete notato che continuo a ripetere di tenere alto il polso: il fatto è che
moltissime volte questo particolare viene trascurato, con il risultato di bloccare i movimenti delle dita. Ricordo ancora che
stiamo trattando un impostazione base che, come già detto, subirà alcune modifiche a seconda dei casi.
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La metodologia che applicheremo inizialmente sarà a...numeri. E' un sistemo di tipo
organizzativo, nel senso che bisogna innanzitutto istruire le dita a lavorare dove serve
e non casualmente. Incominciamo ad abbinare alle dita della mano destra un diminutivo:
p = pollice (sesta, quinta e quarta corda)
i = indice (terza corda)
m = medio (seconda corda)
a = anulare (prima corda)
A questo punto passiamo a far suonare le note relative alle corde a vuoto seguendo uno schema
che prevede la successione di p, i, m, a, m, i, con il pollice che suona la sesta corda e le
altre dita rispettivamente terza, seconda e prima corda.
Suonate il pollice sulla sesta corda con un movimento del dito verso terra. Dovreste
colpire la corda nella sua parte superiore con l'unghia del dito. Occorre specificare che
molti suonano anche pizzicando la corda con il polpastrello, altri toccano nel punto mediano,
cioè tra il polpastrello e l'unghia. Ognuno di questi modi dà una sonorità diversa: il suono del polpastrello, ad esempio,
è molto più morbido rispetto all'incisività dell'unghia che deve ovviamente essere fatta crescere.
L'indice suona la terza corda toccandone la parte inferiore con un movimento di chiusura del dito stesso. Anche per questo dito,
come d'altronde per gli altri due, il tocco può essere uno dei tre considerati sopra.
Medio e anulare adottano lo stesso sistema dell'indice per pizzicare la corda.
Come vedete dallo schemino sopra, la successione delle dita è abbinata al numero relativo alle corde che suonano.
L'esercizio completo lo vediamo sotto. Notate che su ogni linea di numeri cambiano solo quelli
relativi al pollice. Di conseguenza si suona il p su sesta corda, seguito da i (terza), m (seconda), anulare (prima),
m (seconda) e i (terza). Passando alla riga successiva solo il pollice è differente: infatti abbiamo
p (quinta corda), i, m, a, m, i. Sulla riga inferiore: p (quarta corda), i, m, a, m, i. Infine il pollice torna alla
quinta corda, mentre le altre dita seguono sempre la loro sequenza.
Ex. 1
| p |
i |
m |
a |
m |
i |
| 6 |
3 |
2 |
1 |
2 |
3 |
| 5 |
3 |
2 |
1 |
2 |
3 |
| 4 |
3 |
2 |
1 |
2 |
3 |
| 5 |
3 |
2 |
1 |
2 |
3 |
Nell'esercizio successivo cambia la sequenza delle dita sulle tre corde alte (a, m, i, m, a),
mentre il pollice lavora sempre cambiando corda ad ogni linea.
Ex. 2
| p |
a |
m |
i |
m |
a |
| 6 |
1 |
2 |
3 |
2 |
1 |
| 5 |
1 |
2 |
3 |
2 |
1 |
| 4 |
1 |
2 |
3 |
2 |
1 |
| 5 |
1 |
2 |
3 |
2 |
1 |
Ora il sistema dovrebbe essere chiaro. I prossimi esercizi utilizzano delle sequenze diverse. Provatene uno per uno,
mantenendo un esecuzione molto lenta e controllando bene l'impostazione della mano.
Ex. 3
| p |
m |
a |
i |
a |
m |
| 6 |
2 |
1 |
3 |
1 |
2 |
| 5 |
2 |
1 |
3 |
1 |
2 |
| 4 |
2 |
1 |
3 |
1 |
2 |
| 5 |
2 |
1 |
3 |
1 |
2 |
|
Ex. 4
| p |
i |
a |
m |
a |
i |
| 6 |
3 |
1 |
2 |
1 |
3 |
| 5 |
3 |
1 |
2 |
1 |
3 |
| 4 |
3 |
1 |
2 |
1 |
3 |
| 5 |
3 |
1 |
2 |
1 |
3 |
|
Ex. 5
| p |
a |
i |
m |
i |
a |
| 6 |
1 |
3 |
2 |
3 |
1 |
| 5 |
1 |
3 |
2 |
3 |
1 |
| 4 |
1 |
3 |
2 |
3 |
1 |
| 5 |
1 |
3 |
2 |
3 |
1 |
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Ex. 6
| p |
m |
i |
a |
i |
m |
| 6 |
2 |
3 |
1 |
3 |
2 |
| 5 |
2 |
3 |
1 |
3 |
2 |
| 4 |
2 |
3 |
1 |
3 |
2 |
| 5 |
2 |
3 |
1 |
3 |
2 |
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Come avete visto, il procedimento è molto semplice e logico. A questo punto sarebbe opportuno lavorare sugli accordi,
utilizzando sempre il sistema a numeri. In pratica dobbiamo suonare ogni sequenza utilizzando un accordo diverso per ognuna di loro.
Nell'esercizio seguente (uguale al n° 1 che abbiamo visto sopra), la prima sequenza (quella con il pollice sulla sesta corda) viene
suonata sull'accordo di Em, la seconda (pollice su quinta corda) sull'accordo di Am, la terza (pollice su quarta corda) sull'accordo di D
e la quarta (pollice di nuovo su quinta corda) sull'accordo di C. I bassi degli accordi, come avrete ben notato, coincidono con le corde basse
suonate dal pollice in ogni sequenza.
Ex. 7
| p |
i |
m |
a |
m |
i |
|
| 6 |
3 |
2 |
1 |
2 |
3 |
Em |
| 5 |
3 |
2 |
1 |
2 |
3 |
Am |
| 4 |
3 |
2 |
1 |
2 |
3 |
D |
| 5 |
3 |
2 |
1 |
2 |
3 |
C |
E' compito vostro formulare una successione di accordi da porre all'interno delle sequenze relative
ai sei esercizi che abbiamo visto sopra, mantenendo il sistema di lavoro del pollice sulle tre corde
basse e quindi adattando gli accordi a seconda dei bassi che devono essere suonati. Potete vedere
quà sotto un paio di esercizi che espongono di fatto come personalizzare un proprio studio.
Ex. 8
| p |
m |
a |
i |
a |
m |
|
| 6 |
2 |
1 |
3 |
1 |
2 |
G |
| 5 |
2 |
1 |
3 |
1 |
2 |
A |
| 4 |
2 |
1 |
3 |
1 |
2 |
F |
| 5 |
2 |
1 |
3 |
1 |
2 |
C7 |
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Ex. 9
| p |
m |
i |
a |
i |
m |
|
| 6 |
2 |
3 |
1 |
3 |
2 |
E |
| 5 |
2 |
3 |
1 |
3 |
2 |
C |
| 4 |
2 |
3 |
1 |
3 |
2 |
Dm |
| 5 |
2 |
3 |
1 |
3 |
2 |
Am |
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Questa prima serie di esercizi dovrebbe essere svolta per qualche giorno, al fine
di assimilare un buona agilità nell'uso delle dita della mano destra. Tutto questo
tornerà poi utile nell'affrontare gli studi proposti nella pagina seguente,
dove si lavorerà su studi via via sempre più complessi.

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